La sicurezza su misura

Punti di particolare debolezza per una camera corazzata sono l’impossibilità di modificarne la struttura di vecchia concezione e la presenza di spazi praticabili nel sottosuolo, che tra l’altro sono molto comuni nei centro storici italiani.

L’obettivo della sicurezza passiva è quello di dilatare il tempo necessario ai malviventi per penetrare nell’area protetta, così da diminuire la possibilità che gli stessi non incontrino l’opposizione delle forze dell’ordine o del personale di vigilanza. Pertanto la sicurezza perimetrale e il controllo accessi dell’edificio che ospita il caveau non è un aspetto di secondaria importanza. Essendo molto elevato il rischio di rapine, in molte banche si usano come misure supplementari antirapina cancelli interni, casseforti, codici “anticoercizione” e bussole filtro collegate a mezzi di identificazione o metal detector

Oggi giorno è necessario proteggere le camere corazzate con un impianto antifurto che è sempre più spesso collegato con centrali di vigilanza privata e forze dell’ordine, oltre che i tradizionali dispositivi di segnalazione acustica antisabotaggio. Ci sono diversi metodi di collegamento: reti dati, linea telefonica, scheda cellulare o onde radioelettriche. In quest’ultimo caso i trasmettitori bidirezionali possono essere “interrogati” dall’esterno. Naturalmente i dispositivi di trasmissione devono essere protetti dagli attacchi informatici e, più banalmente, dalla manomissione.

La Fercom a Cagliari in Sardegna  offre diversi tipi di rivelatori:

  • Rivelatori volumetrici che possono essere attivi o passivi e basarsi su vari fenomeni fisici: infrarossi, microonde, ultrasuoni, campo elettromagnetico.
  • Rivelatori sismici che, installati sui sistemi di protezione passiva, misurano le vibrazioni provocate da un tentativo di effrazione
  • Rivelatori che registrano l’apertura di un infisso mediante un magnete
  • Rivelatori a barriera che registrano l’interruzione di un fascio di onde (infrarossi o microonde)

La norma CEI 79-3 ha stabilito i requisiti che devono soddisfare gli impianti antintrusione per rientrare in uno dei tre livelli previsti. Per il terzo livello di protezione, quello massimo, si devono installare rilevatori volumetrici antisabotaggio anche sulle sei facce esterne del caveau, che in tal caso presenterebbe un’intercapedine nella zona sottostante al pavimento. Fercom a Cagliari in Sardegna Visti i progressi tecnologici compiuti nel campo, anche la videosorveglianza è molto utilizzata all’interno o all’esterno della camera corazzata. Le telecamere sono davvero utili se le immagini vengono inviate ad una centrale di telesorveglianza, sono integrate con adeguato sistema di controllo accessi e protette da fattori di disturbo (ombre, fenomeni atmosferici, black-out, …). Infine sono anche frequenti dispositivi portatili o nascosti, che consentono al personale di lanciare l’allarme in caso di rapina